DUPLICE TRANSIZIONE VERDE E DIGITALE.

Articolo di Giuseppe Maria Toscano e Gabriele Zammillo. 

Il contesto

La duplice transizione, verde e digitale, rappresenta una sfida e un’opportunità epocale per l’Italia e l’Europa. Di certo c’è che in un contesto come quello del nostro Paese, tendenzialmente gerontocratico e poco incline a dare spazio decisionale, pur dando talvolta spazio per pareri facoltativi e mai vincolanti ai giovani, le nuove generazioni debbono darsi da fare, o strafare, per far sapere di esistere e di pensarla in un certo modo.

Il Consiglio nazionale dei Giovani ha la virtù di obbligare coloro i quali lavorano nelle stanze dei bottoni ad ascoltare con garbo istituzionale queste opinioni che altrimenti, se contrarie ad un certo ordine di idee e programmi tendenzialmente conservatrici dello status quo ( e questo vale da destra a sinistra), sarebbero sbolognate come fastidiose, pretestuose o idealiste. In questo contesto, nel Piano Nazionale Giovani, redatto grazie al lavoro delle commissioni del Cng, al fine di dare al legislatore raccomandazioni pensate dai giovani, c’è spazio anche per alcune proposte legate al mondo dell’ambiente e dell’agricoltura.

Arcinoto e quasi retorico è declinare come questo tema sia più vicino a questa e meno a quell’altra parte di popolazione, forse per ragioni più di necessità che di virtù (avere ancora un luogo in cui abitare, sic!), ma comunque, evidentemente, per ragioni valide.

Abbiamo visto qualcuno bloccare le strade, da qui la legge anti-Gandhi varata dal governo.

Abbiamo visto qualcuno imbrattare le opere d’arte, da qui lo sdegno e l’ira funesta di sessanta milioni di italiani, divenuti come per magia ferventi amanti e cultori d’ogni forma d’arte.

I gesti eroici però, evidentemente, talvolta servono. Oggi il problema climatico e ambientale, responsabili anche i disagi a intermittenza degli ultimi mesi che hanno sparpagliato terrore per l’avvenire incerto e sdegno per la mala gestio di ogni forma di amministrazione, è tema rispetto a cui nessuno, più o meno scettico, può decidere di non rapportarsi.

A questo punto il Cng, nella commissione ambiente-agricoltura – di cui lo scrivente fa parte – quale organo di democrazia, l’inclito studio greco vecchio di qualche millennio, ha deciso di contribuire, aggiungendo ulteriore carne al fuoco, con alcune proposte per le istituzioni, praticando un esercizio particolarmente sconosciuto in questo Paese, ovvero la comprensione e l’esercizio del fatto che, se si vuol mutare qualche cosa, non si può solo distruggere ma si deve anche proporre e costruire.

Alcune proposte:

Da qui le proposte trasversali, brevemente enunciate di seguito a scopo di pubblicità e, eventualmente di riflessione, con, però un’importante nota bene iniziale:

Volendo stimolare nel lettore la curiosità di informarsi circa quest’organo di rappresentanza fondamentali per le associazioni giovanili, le proposte saranno riportate solo parzialmente, invitando quindi il lettore a documentarsi sul sito ufficiale del Consiglio, dove potrà trovare il documento per esteso.

1)Rigenerazione delle aree rurali, specie nelle zone economicamente più fragili del Paese, che passi attraverso interventi strutturali di rifacimento della rete infrastrutturale per facilitare la mobilità interna e rendere le periferie territoriali più accessibili per la creazione di nuovi posti di lavoro.

2)Incentivi destinati unicamente ai giovani residenti per restare e lavorare nei territori di provenienza e sviluppare un forte legame identitario con le zone di provenienza.

3)Istituzione di un Fondo nazionale dedicato alla formazione dei giovani nelle competenze legate alla transizione ecologica o alla sostenibilità ambientale, per fare in modo che la classe dirigente del nostro Paese, in vista della neutralità climatica prevista dall’Unione Europea prevista per il 2050, arrivi il meno possibile impreparata..

4)Istituzione di un Fondo ad hoc per sostenere le iniziative volte a preparare i giovani alla comprensione e al corretto utilizzo dell’intelligenza Artificiale (A. I. ) nei vari contesti (ia nelle scuole, progetti di mobilità, potenziamento del dottorato nazionale in IA, formazione nelle pa e nelle imprese, corsi IST focalizzati in IA).

Il 2025 sarà un anno molto importante. Noi la nostra voce, con alcune proposte, di certo migliorabili ed estendibili l’abbiamo fatta, ora la palla passa al governo.

a sinistra Giuseppe Maria Toscano, Federazione Giovani Socialisti Veneti

 

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