Il Riso: saggio sul significato del comico

Di recente ho letto questo libricino di 145 pagine. Riporto dunque qui alcune considerazioni.

Henri Bergson, nel suo celebre saggio “Il Riso: saggio sul significato del comico” (1900), affronta il tema del riso con un’analisi filosofica che va ben oltre la sua semplice funzione di risposta al divertente. Attraverso un approccio psicologico e sociologico, Bergson cerca di cogliere il significato più profondo del comico, rivelando la sua funzione nella vita individuale e collettiva.

 

Quali sono i principi del Comico?

Bergson identifica tre aspetti chiave che caratterizzano il fenomeno comico:

Innanzitutto la Meccanicità. 

Il comico, secondo Bergson, emerge quando notiamo in una persona o in un oggetto un comportamento rigido, ripetitivo, quasi meccanico, che contrasta con la fluidità e l’adattabilità della vita umana. Questa “macchinosità” strappa il sorriso proprio perché sottolinea un’assenza momentanea di vitalità.

In secondo luogo l'Insensibilità

Il riso, per Bergson, richiede una certa distanza emotiva. Non ridiamo di ciò che ci colpisce profondamente o ci coinvolge sul piano affettivo, ma piuttosto di ciò che possiamo osservare con distacco. Il comico, quindi, è un antidoto all’empatia, creando una barriera tra il nostro mondo interiore e ciò che osserviamo.

In terzo luogo socialità.

Il riso, sottolinea Bergson, è un fenomeno sociale: ridiamo di altri e, spesso, in compagnia di altri. In questo senso, il riso diventa uno strumento di critica e di regolazione sociale, una forma gentile per correggere comportamenti che deviano dalle norme condivise.

Il Paradosso del Riso

Bergson osserva che il comico nasce dall’incongruenza, dalla sproporzione o dalla deformità, ma lo fa in modo da ristabilire un ordine. Il riso, dunque, agisce come un meccanismo di equilibrio sociale, una forma di “correzione morbida” che promuove l’adattamento senza ricorrere alla coercizione.

 

Un saggio sulla Natura Umana

Il Riso” non è solo un’indagine sul comico, ma anche una riflessione sull’essere umano, sulle sue relazioni sociali e sulla tensione tra rigidità e vitalità. Bergson ci invita a considerare il riso non come una reazione istintiva, ma come un fenomeno complesso che rivela molto delle nostre dinamiche interiori e della società in cui viviamo.

 

Henri Bergson: una Vita di Idee

Henri Bergson (1859-1941) è stato uno dei filosofi più influenti del XX secolo. Nato a Parigi da una famiglia ebraica di origini polacche, si distinse per il suo eccezionale talento accademico. Dopo gli studi all’École Normale Supérieure, divenne professore al Collège de France, dove sviluppò una filosofia in opposizione al materialismo meccanicistico, privilegiando invece concetti come il tempo vissuto e la creatività della vita.

Tra le sue opere più importanti spicca “L’Évolution créatrice” (1907), in cui introduce l’idea di élan vital, una forza creatrice che anima l’universo vivente. Questo approccio lo rese famoso anche al di fuori della filosofia, influenzando campi come la psicologia, l’arte e la letteratura.

Nel 1927, Bergson fu insignito del Premio Nobel per la Letteratura, riconoscimento al suo stile raffinato e alla profondità del suo pensiero. Si spense a Parigi nel 1941, lasciando un’eredità intellettuale che continua a stimolare il dibattito filosofico e culturale.

 

 

 

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