Dalla Rubrica sull’ Esistenzialismo.
“L’esistenzialismo è un umanismo” di Jean-Paul Sartre è uno dei testi fondamentali del pensiero esistenzialista. Presentata come una conferenza nel 1945 e pubblicata nel 1946, l’opera rappresenta una difesa vigorosa dell’esistenzialismo dalle critiche di moralismo e nichilismo, chiarendo le sue implicazioni etiche e umanistiche.
Il contesto storico e filosofico.
Sartre scrisse questa opera in un periodo post-bellico segnato da una profonda crisi dei valori tradizionali. Le atrocità della Seconda Guerra Mondiale avevano messo in discussione le certezze morali e religiose che avevano guidato l’umanità fino ad allora. In questo clima, l’esistenzialismo emerge come una filosofia della libertà e della responsabilità individuale, opponendosi sia al determinismo religioso sia a quello materialista.

Sartre risponde alle critiche mosse dall’ambiente cattolico, che accusava l’esistenzialismo di minare la moralità e promuovere il nichilismo, e dal marxismo, che lo considerava una filosofia individualista incapace di affrontare le problematiche sociali.
L’esistenza che precede l’essenza
Il concetto centrale dell’opera è la celebre affermazione: “l’esistenza precede l’essenza”. Contrariamente alla tradizione filosofica che attribuisce agli esseri umani un’essenza predeterminata da Dio o dalla natura, Sartre sostiene che l’uomo non possiede una natura intrinseca. L’essere umano, a differenza degli oggetti o degli animali, non è definito da una funzione o da uno scopo preesistente. Invece, ogni individuo crea sé stesso attraverso le proprie azioni e scelte.
Questo principio ribalta la visione metafisica classica: l’uomo esiste, e solo successivamente, attraverso le sue scelte, definisce chi è. In questo senso, l’uomo è artefice del proprio destino.
Libertà e responsabilità
L’affermazione della libertà individuale è al centro della riflessione esistenzialista. Sartre descrive la libertà umana come una condizione ineludibile: siamo liberi di scegliere, anche quando decidiamo di non scegliere. Tuttavia, questa libertà radicale è fonte di angoscia, poiché implica una totale responsabilità per le nostre azioni e per il mondo che contribuiamo a costruire.
Sartre sottolinea che non possiamo giustificare le nostre scelte appellandoci a valori esterni o precetti morali universali. L’uomo è condannato a creare i propri valori, a essere il legislatore della propria esistenza. Questa responsabilità, pur gravosa, è anche ciò che conferisce dignità all’essere umano.
L’etica esistenzialista
Un aspetto importante dell’opera è la definizione di un’etica basata sull’esistenzialismo. Sartre respinge l’idea che la libertà conduca all’anarchia morale. Al contrario, sostiene che ogni scelta individuale deve essere considerata come un modello per l’umanità intera. Agire significa affermare che il comportamento scelto è ritenuto valido non solo per sé, ma anche per gli altri. In questo senso, ogni azione porta con sé una responsabilità universale.
Critica alla visione religiosa e deterministica
Sartre si oppone all’idea di una natura umana fissata da Dio o dalla biologia. Rifiuta il concetto di predestinazione divina o di un disegno superiore che guida le azioni umane. Allo stesso modo, critica le teorie materialiste e deterministiche, che riducono l’essere umano a una mera pedina delle forze economiche o sociali. Per Sartre, entrambe queste prospettive negano la libertà individuale e il potenziale creativo dell’uomo.
L’esistenzialismo come umanismo
Nella parte conclusiva dell’opera, Sartre difende l’idea che l’esistenzialismo sia una forma di umanismo, sebbene diverso da quello tradizionale. L’esistenzialismo valorizza l’individuo non come una semplice manifestazione di una natura universale, ma come un progetto aperto. Ogni persona è invitata a superare la propria condizione, a creare sé stessa e a contribuire al miglioramento della collettività. Secondo Sartre, l’esistenzialismo non conduce alla disperazione o al pessimismo, ma invita l’uomo ad assumersi la responsabilità della propria esistenza e a impegnarsi attivamente nella società. L’umanismo esistenzialista non si fonda su un’essenza immutabile dell’uomo, ma sull’idea che ogni essere umano abbia il potere e il dovere di dare significato alla propria vita e al mondo.
L’opera “L’esistenzialismo è un umanismo” in buona sostanza rimane un testo fondamentale per comprendere il pensiero di Sartre e il movimento esistenzialista. La sua difesa della libertà e della responsabilità individuale ha avuto un impatto duraturo sulla filosofia, sulla letteratura e sulle scienze umane, invitando gli individui a vivere in modo autentico, assumendosi il peso delle proprie scelte in un mondo privo di certezze assolute.