#Riflessioni.
Il carcere di Baldenich a Belluno, edificato nel 1933, si trova oggi al centro di un quartiere residenziale e commerciale, una posizione che solleva molte preoccupazioni tra i residenti locali. Inizialmente situato in una zona prevalentemente agricola, l’area circostante ha subito una significativa trasformazione urbanistica nel corso dei decenni.
Le condizioni strutturali dell’istituto sono ormai obsolete, e le moderne esigenze della disciplina penitenziaria richiedono strutture più adeguate. L’introduzione di misure alternative alla detenzione, come i lavori di pubblica utilità, evidenzia la necessità di un ripensamento degli spazi e delle funzioni carcerarie.
Una soluzione potrebbe essere la costruzione di un nuovo carcere in una zona periferica, come Levego, con un investimento stimato di circa 40 milioni di euro, prendendo come riferimento il recente istituto di Verziano. Questo permetterebbe di destinare l’area attualmente occupata dal carcere a nuovi progetti edilizi, come abitazioni a canone calmierato o case popolari, rispondendo alla crescente domanda abitativa.
Sappiamo che la competenza in materia è statale, ma se avessimo dei parlamentari capaci ed attenti al territorio potremmo fare “pressione” sul Ministero della Giustizia e sul DAP.
Un’altra questione rilevante è l’assenza di una REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) a Belluno. Attualmente, l’unica struttura di questo tipo in Veneto si trova presso l’ULSS 9 di Verona. L’istituzione di una REMS nel territorio bellunese rappresenterebbe un investimento significativo, offrendo opportunità di lavoro e garantendo cure adeguate ai detenuti affetti da infermità mentale.
È fondamentale che le autorità locali e nazionali collaborino per affrontare queste sfide, promuovendo soluzioni che migliorino la qualità della vita dei cittadini e garantiscano un sistema penitenziario più moderno ed efficiente.
Luigi Filippo Daniele