GLI INDIFFERENTI

Gli Indifferenti” (1929), opera di Alberto Moravia, è un romanzo che segna una svolta nella letteratura italiana del Novecento. Il libro ritrae con lucida crudezza la decadenza morale della borghesia romana attraverso la storia della famiglia Ardengo.

Al centro della narrazione troviamo i giovani Michele e Carla, due fratelli intrappolati in un ambiente familiare corrotto e asfissiante. La loro madre, Mariagrazia, è una vedova che vive in un mondo di autoinganni, mentre l’amante di lei, Leo Merumeci, rappresenta il materialismo più cinico e spregiudicato. L’ “indifferenza” del titolo è quella condizione esistenziale che impedisce ai personaggi di reagire autenticamente agli eventi, lasciandoli in balia di un destino di degradazione morale.

 

Il romanzo si distingue per:

– Lo stile asciutto e oggettivo, quasi cinematografico

– L’analisi spietata della psicologia dei personaggi

– La critica sociale alla borghesia dell’epoca fascista

– L’innovativa struttura temporale che concentra l’azione in due giorni

 

Moravia riesce in questo modo a creare un’opera di straordinaria modernità, anticipando temi come l’alienazione e il vuoto esistenziale che caratterizzeranno gran parte della letteratura del XX secolo. Il romanzo rimane ancora oggi un profondo atto d’accusa contro l’ipocrisia sociale e una magistrale rappresentazione del malessere esistenziale della modernità.


 

Alberto Moravia, pseudonimo di Alberto Pincherle, nasce a Roma nel 1907 in una famiglia borghese. La sua adolescenza è segnata dalla tubercolosi ossea, che lo costringe a lunghi periodi di isolamento durante i quali sviluppa la sua passione per la letteratura. Proprio durante la convalescenza, a soli 21 anni, scrive il suo primo e celebre romanzo “Gli Indifferenti” (1929), che lo catapulta immediatamente nell’olimpo della letteratura italiana.

Moravia diventa uno degli scrittori più influenti del ‘900 italiano, con una prolifica carriera che include romanzi, racconti, saggi e articoli giornalistici. Si spegne a Roma nel 1990, lasciando un’eredità letteraria immensa.

 

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